Chimienti s.a.s di Stefano Chimienti & C.

Forniture elettriche ingrosso-dettaglio

Via Giuseppe Albanese, 7-9-11-13
70124 BARI
tel. 080-5565851 fax. 080-5568509
email: gchimienti@libero.it
 
Il tempo

L'oroscopo di oggi

Mappe e itinerari
Google

Web chimienti.it

WebCalendario dell'Avvento: giochi, ricette e tante idee per aspettare il Natale in allegria.

 


Materiale Natalizio

Per un'azienda come la nostra, dove quotidianamente “vendiamo la luce”, ci è sembrato naturale specializzarci nella fornitura di articoli destinati a far sentire nel cuore delle persone “l'aria di Natale”. Al di là del consumismo legato a questa festa, la visione di un albero o di un presepe illuminato o un giro in periferia di sera guardando i balconi con le luci che si rincorrono evocano in ciascuno i ricordi della propria infanzia ed un senso di gioia interiore.

Venite a visitarci e vi mostreremo tutte le novità per il vostro prossimo Natale.

Nel seguito di questa pagina abbiamo avuto piacere di presentarvi alcune notizie e curiosità sul Natale che forse non tutti sanno. Buona lettura!

Storia e origine del Natale

Il Natale è la principale festa dell'anno, possiamo meglio definirlo un periodo di una serie di festeggiamenti che partendo dal solstizio d'inverno arrivano fino all'Epifania. Feste che nella tradizione popolare erano legate alla chiusura di un ciclo stagionale e alla apertura del nuovo ciclo. La festa appartiene all'anno liturgico cristiano, in cui si ricorda la nascita di Gesù Cristo, che nella Cristianità occidentale cade il 25 dicembre, mentre nella Cristianità orientale viene celebrato il 6 gennaio.
La nascita di Gesù viene fatta risalire dal 10 al 4 a.C. con molte incertezze. Il Natale non viene introdotto subito come festa cristiana, ma bisogna aspettare l'arrivo del quarto secolo nell'Impero Romano, e più tardi anche nelle zone dell'Oriente.
La tradizione cristiana si intreccia con la tradizione popolare e soprattutto contadina, perchè ricordiamo che, prima della festa cristiana, in questo periodo c'era una serie di feste e riti legati al mondo rurale. Prima del Natale Cristiano c'era la festa del Fuoco e del Sole, la festa della divinità della luce Mitra, perchè in questo periodo c'è il solstizio d'inverno, cioè il giorno più corto dell'anno, e da questa data le giornate iniziano ad allungarsi. Nell'antica Roma dal 17 al 24 si festeggiavano i Saturnali in onore di Saturno dio dell'agricoltura ed era un periodo dove si viveva in pace, si scambiavano i doni, venivano abbandonate le divisioni sociali e si facevano sontuosi banchetti. Tra i Celti invece si festeggiava il solstizio d'inverno.
Nel 274 d.C. l'imperatore Aureliano decise che il 25 dicembre si festeggiasse il Sole. È da queste origini che risale la tradizione del ceppo natalizio, ceppo che nelle case doveva bruciare per 12 giorni consecutivi e doveva essere preferibilmente di quercia, un legno propiziatorio, e da come bruciava si presagiva come era l'anno futuro. Il ceppo natalizio nei nostri giorni si è trasformato nelle luci e nelle candele che addobbano case, alberi, e strade.
E siamo ai giorni nostri, il nostro Natale deriva da tradizioni borghesi del secolo scorso, con simboli e usanze sia di origine pagana che cristiana. Il Natale è anticipato dalla vigilia, che dovrebbe essere una giornata di digiuno e di veglia in cui ci si prepara ai festeggiamenti delle feste.
Il pranzo di natale è abbondante e viene consumato in casa, con i parenti, di solito a base carnea con animali domestici, variabili a seconda delle vari paesi. Abbiamo anche una ricchezza di dolci preziosi e prelibati, spesso che ricordano simboli solari o delle tradizioni rurali; i dolci spesso richiedono molto tempo e la loro lavorazione e preparazione viene fatta diversi giorni prima.

Nelle case viene allestito un presepe (o presepio), specie nei paesi meridionali, o un'albero di tradizione più nordica (vedi simboli del Natale).

Questa serie di festeggiamenti continua con l'ultimo dell'anno, dove, passata la breve euforia del brindisi, degli auguri, degli abbracci, facciamo una pausa di riflessione e siamo a Capodanno, primo giorno dell'anno. È una festa periodica di rinnovamento, celebrata in tutte le civiltà e caratterizzata da rituali che simbolicamente chiudono un ciclo annuale e inaugurano quello successivo.
E infine arriva l'Epifania, una delle principali feste cristiane la cui celebrazione cade il 6 gennaio. Nata nella regione orientale per commemorare il battesimo di Gesù, fu presto introdotta in occidente dove assunse contenuti religiosi in parte diversi, come la celebrazione delle nozze di Cana e il ricordo dell'offerta dei doni dei magi nella grotta di Betlemme; quest'ultimo aspetto ha poi finito per prevalere e, sovrapponendosi a precedenti tradizioni folcloriche, ha determinato il nascere della figura della befana distributrice di doni.. I magi erano un gruppo di personaggi che, guidati da una stella, arrivano dall'oriente per rendere omaggio a Gesù appena nato a Betlemme, donandogli oro, incenso e mirra. Successivamente vengono indicati come “re” ed il loro numero viene fissato a tre, con i nomi Melchiorre, Gaspare e Baldassarre. Questa festa dà un supplemento di regali ai bambini e fa terminare questo ciclo di festeggiamenti: il giorno dopo si iniziano a spegnere le luci, a disfare gli addobbi, e… ci si prepara ad affrontare il Carnevale e il San Valentino.



I simboli del Natale

Presepe

Nelle case viene allestito un presepe (o presepio), specie nei paesi meridionali, o un'albero, di tradizione più nordica. Il presepe rappresenta la scena della nascita di Gesù realizzata per mezzo di statuine di materiale vario, tradizionalmente preparata nelle case e nelle chiese nel periodo tra il Natale e l'Epifania. La scena tradizionale ha i suoi elementi principali nella grotta o nella capanna, dove una magiatoia accoglie Gesù bambino, con a lato la Madonna, San Giuseppe, il bue e l'asinello, e al di fuori pastori e pecorelle, l'Arcangelo Gabriele, l'arrivo dei tre re magi, il tutto su un tappeto di muschio e un cielo di stelle, tra cui la luminosa stella cometa. Secondo la tradizione il primo presepe sarebbe stato composto da San Francesco nel 1223 a Greppio. L'uso del presepe natalizio prese piede nei secoli successivi, dal 1600 in poi, uso che ha dato poi origine a una produzione artigianale che vide i suoi centri maggiori a Genova e soprattutto a Napoli, dove si affermarono presepi ricchissimi, composti da statuine rappresentanti ogni categoria sociale, e spesso con personaggi moderni, notevoli per caratterizzazione espressiva. Accanto a questi presepi si svilupparono presepi popolari, in materiali poveri (argilla, cartapesta, legno), presepi sommersi in mare o fiumi, presepi viventi.

Albero di Natale

È una tradizione antica che viene fatta risalire ai riti pagani del ceppo, bruciato a partire dal solstizio invernale (i giorni più corti dell'anno). Questo ceppo doveva essere scelto tra i migliori ed essere preferibilmente di quercia (che simboleggia la forza e la solidità), e veniva arso davanti alla famiglia al completo. Simbolicamente si bruciava il passato, e si coglievano i segni del prossimo futuro: le scintille che salivano nella cappa simboleggiavano il ritorno dei giorni lunghi, i doni erano simbolo di abbondanza, la cenere, raccolta, veniva sparsa nei campi per sperare in abbondanti raccolti. Ora noi troviamo questi simboli nel nostro albero di natale e le nelle nostre vie: le luci e le luminarie sono le scintille del falò, le palle e le decorazioni sono speranze di prosperità, l'abete sempreverde la speranza di rinascita, i fili d'oro e d'argento i capelli delle fate. La tradizione pagana e cristiana si è fusa: la luce allunga sempre più le giornate e Gesù nasce per salvare il mondo. Nel mondo contadino i festeggiamenti si protraevano fino all'Epifania: erano dodici giorni, durante i quali le giornate iniziano lentamente ad allungarsi. Però anche nella tradizione cristiana troviamo “l'albero”: l'abete era l'Albero Cosmico, cioè la manifestazione divina del cosmo. Poi viene identificato in Gesù e nella sua luce: l'illuminazione dell'albero è l'illuminazione di Cristo sull'umanità, mentre i frutti, i doni, le decorazioni simboleggiano la sua generosità verso di noi.

Altri fiori e frutti consacrati o di buon auspicio in queste feste.

Vischio in fiore
Il vischio è la pianta natalizia per antonomasia riconosciuta come pianta di buon augurio: è una panacea contro tutti i mali, perché non possiede legami con la terra. È l'incarnazione dello spirito vitale e quindi protettivo. Già Virgilio nell'Eneide lo cita per le sue virtù magiche.
Bacche di biancospino
Il biancospino: germoglia nei giorni di Natale e fiorisce a Pasqua. Si fa risalire il biancospino di Glastonbury al bastone che Giuseppe d'Arimatea aveva piantato con le sue mani.
Bacche di ginepro
Il ginepro: la leggenda narra che Maria, in fuga dai soldati di Erode, trovò rifugio e nascondiglio fra i suoi rami. E da quel legno si sarebbe anche fatta la croce di Gesù. Tra le sue virtù, si sosteneva che fosse una pianta utile per tenere lontano i rettili e per curarne il morso, che la tradizione cristiana interpretò come un potere di purificazione dei peccati.
Bacche di agrifoglio
L'agrifoglio e il pungitopo: sono dei portafortuna, la tradizione cristiana vede nelle sue foglie dure e con le spine il simbolo di forza e di difesa contro i mali, e nelle sue bacche la luce di natale, sono simbolo di allegria e di buon auspicio: auspici di fecondità e di abbondanza per il ciclo dell'anno che sta iniziando.
Oranges - Arance
L'arancia: frutto dell'inverno, solare, l'arancia raffigura il Natale a tavola per il suo splendore e per la speranza.
Madonna della melagrana di Sandro Botticelli
La melagrana: il suo significato si riferisce al mondo agreste, simboleggiava la rigenerazione della terra, mentre per Cristo indica la resurrezione, infatti viene spesso dipinto con una melagrana in mano.
 
     
Inviare a progesis@libero.it un messaggio di posta elettronica contenente domande o commenti su questo sito Web.
Copyright © 2010 Progetto Sistemi S.r.l.
Search Engine Optimization
Aggiornato: Giovedì, 14-Gen-2010 19:42